martedì 9 maggio 2023

A bordo c'è posto


Diamo il benvenuto ad un nuovo gruppo classe, migliore ? peggiore? ai lettori la sentenza.... da parte mia posso solo dire che sono i benvenuti!

Metteremo presto le loro opere.

venerdì 5 maggio 2023

Schiavo dei polpastrelli


Sono un panetto d'argilla nel laboratorio di discipline plastiche del Liceo Artistico e la mia vita non è per niente facile.
I ragazzi sono sempre entusiasti di stare in mia compagnia ma io non sono altrettanto felice di vedere loro.
Perchè? beh, perchè potrebbe sembrare tutta bella l'arte ma non dal mio punto di vista...
All'inizio andava tutto per il meglio ma poi la situazione è pian piano degenerata, hanno iniziato a picchiarmi, sbattermi con forza sul tavolo, strappare pezzi di me, tagliarmi, scavarmi e darmi ridicole forme cartoonesche!
Mi sfrattano con lerci panni  bagnati e mi separano dai miei familiari con un crudele filo di nylon, alcuni miei parenti sono caduti a terra e non potete sapere che fine hanno fatto... gettati via in un bidone puzzolente!
Persino gli insegnanti ci trattano così, se non peggio, sono proprio loro a dare inizio a questa tortura.
Pensavo che almeno loro fossero più sensibili, invece sono come tutti gli altri.
E' una cosa tanto crudele e, infine, quando pensiamo di poter stare in pace, ci mettono in un forno a temperature da fiamme dell'inferno, non potete immaginare che caldo che fa!
Pensano che noi panetti di argilla non abbiamo sentimenti ma loro non potranno mai capire quel che proviamo. Ironia della sorte, adesso degli studentelli stanno scrivendo la mia storia facendo finta di immedesimarsi, che ipocriti!

Eppure mi dicono che a volte qualcosa di meraviglioso esce dai polpastrelli di qualcuno, una vera opera d'arte ma sarà vero o è solo un mito?

1Cs (Ashley, Noah, Chiara e Sofia)

Tante pagine e un solo corpo

 


Dopo una lunghissima nottata  (o magari sono passati tanti giorni) sopra uno scaffale polveroso di una libreria, finalmente vengo preso messo in uno zaino con altri miei simili. Scaraventato sul sedile posteriore  di un autobus pieno di studenti schiamazzanti sotto il sole pungente delle 7.30.

Ad un tratto il chiasso finisce e sono su un banco, tutti tacciono perchè la prof. richiama la attenzione degli studenti ancora assonnati...

Il mio padrone mi apre, mi sfoglia, cerca la pagina giusta e ripassa la lezione o forse la sta studiando proprio adesso.

La voce della prof. lo chiama in cattedra ed io, aihmè, vengo chiuso e rimesso nello zaino buio, tornerò alla luce del sole? Le mie pagine saranno lette e comprese? devo sperare che chi mi ha comprato sia desideroso di apprendere, se no sto fritto!

1Cs (Vittoria, Chiara e Francesca)

A day in the life of a pen

 Salve a tutti! sono una penna dal corpo di plastica e l'anima di inchiostro, anima nera o blu o rossa... alcune amiche addirittura verde o viola. Di me si fa commercio, perdo subito la mia libertà nelle cartolerie o in negozi vari ma, senza essere superba, sono sicuramente molto importante.

Mi ricordo che la mia vita vera è iniziata il 31 ottobre 2022, quando il riccioluto Matteo mi ha portato a casa sua e mi ha messo insieme ad altre compagne nel suo astuccio blu.

Stiamo molto strette tutte insieme ma, per fortuna, ogni mattina Matteo mi porta a scuola dove mi sbizzarrisco a scrivere e disegnare. Che bello essere liberi! Così passano i giorni... ma, quando il mio inchiostro sarà finito, cosa ne sarà di me?  Vi confesso che sono molto preoccupata, mi getterà via? 

Forse c'è una speranza, mi ha detto la penna nera che vive nel mio astuccio che Matteo non ci butta quando non possiamo più scrivere ma ci usa per tirare palline di carta ai compagni.

Certo è un gran malandrino ma almeno posso restare viva anch'io.

a cura degli studenti della 1Cs (Alessio, Mario, Federico e Nikita)

lunedì 3 aprile 2023

L’anello magico

 


C’era una volta una bambina di nome Angelica che apparteneva ad una famiglia benestante, aveva un fratellino più piccolo di nome Simone  ed una sorella più grande di nome Carla.

Un giorno, mentre i genitori andarono ad una cena, la bambina decise di andare nel bosco con suo fratello e sua sorella, durante il cammino la bambina trovò un anello, decise di prenderlo senza dire nulla ai fratelli e lo mise in tasca. Tornati a casa cenarono e andarono a dormire.

La mattina seguente Angelica mise l’anello in uno scrigno riposto dentro l’armadio, l’anello rimase lì per un po', finchè non si trasferirono in una zona più vicina alla città, per poter stare vicino ai parenti. Durante il trasloco, la ragazza, ormai cresciuta, si ricordò dell’anello e decise di indossarlo, appena lo mise si illuminò molto come se fosse magico, lei pensava solamente che si fosse illuminato a causa della luce della luna.

Durante la notte Angelica non riusciva a dormire, decise di andare nel bosco, iniziò a sentire rumori tra gli alberi ma pensò che fosse il vento, poi cominciò a sentire il suo nome in lontananza, decise di tornare indietro finchè non cadde nella trappola dello stregone che abitava nel bosco.

La mattina dopo si svegliò nella sua camera da letto, pensò che tutto ciò che era accaduto fosse stato un sogno, ma poi vide che l’anello era scomparso e realizzò che era tutto vero. Non ricordava niente, cercò di ricordare tutto quello che era successo, era stata addormentata sotto incantesimo dello stregone che, a sua volta, aveva preso l’anello.

Egli viveva in un castello abbandonato in fondo al bosco e Angelica decise di andarci con sua sorella per riprendere l’anello, appena entrate videro dove si trovava l’anello e cercarono di prenderlo ma lo stregone le vide e le rapì.

Il fratello Simone aveva visto Angelica e Carla andare nel bosco, le aveva sentite parlare di questo stregone…

Siccome non tornavano più andò nel bosco a cercarle, intravide un castello, avvistò lo stregone e le sue sorelle. Decise di andarci durante la notte, mentre lo stregone dormiva, a quel punto riuscì a liberarle, ma ad un tratto lo stregone si svegliò, allora scapparono e riuscirono a seminarlo.

Lo stregone cadde nel fiume e annegò. I fratelli tornarono a casa sani e salvi, riuscirono a prendere l’anello e scoprirono che l’anello possedeva il potere del teletrasporto.

Francesca 1Cs

La principessa e la contadina.

 

C'era una volta, tanto tempo fa, in  un regno sperduto, una comune contadina con folti capelli rossi, profondi occhi verdi e una grande voglia di aiutare il prossimo.

Tutti parlavano bene di lei raccontando di come ella li avesse sempre aiutati, tutti volevano diventare suoi conoscenti, amici o addirittura suoi sposi.

Ma, alla principessa del regno questa cosa non andava bene, lei era una ragazza come le altre e per questo finiva sempre in secondo piano e non le andava bene che una contadina fosse più elogiata di lei, era invidiosa di tutte queste voci su di lei e di tutta questa bellezza e voleva che  tutte le attenzioni  dovessero cadere su di lei, perciò decise di lanciare un sortilegio alla contadina così da creare una gemella insopportabile.

Gli abitanti del villaggio credettero che la giovine contadina piena di amore fosse diventata un serbatoio da cui fuoriusciva solo odio, la giovane ragazza dai capelli rossi provò a spiegare cosa fosse accaduto e che non era lei che diceva e faceva quelle meschine cose ma la gente, come c'era aspettarsi, non credette ad una parola.

La gemella sparí da sola dopo non molto tempo dato che il maleficio lanciato era scadente. In passato c'erano già state rivalità tra le due perciò la contadina non ci pensò su neanche un momento e si fiondò a cercare una vendetta in una montagna di libri di incantesimi, fino a che uno non attirò la sua attenzione: un incantesimo in grado di trasformare la persona in un oggetto per il resto della sua vita.

Alla contadina non piaceva far soffrire gli altri ma, dopo le mille cose che le aveva fatto passare la principessa, decise che sarebbe andato bene, perciò si affrettò ad imparare l' incantesimo per poi utilizzarlo.

L'indomani andò sotto al balcone del palazzo reale e pronunciò le parole imparate in precedenza, l'incantesimo funzionò e lo capì solo quando sentì dire di come la principessa era diventata una statua, sul suo volto nacque un minuscolo sorriso, tornò a casa dalla sua famiglia e visse sempre spensierata e contenta.

Ashley 1Cs

Il Fiore del Tramonto

 


C’era una volta una donna bellissima dai capelli corvini e dagli occhi blu mare che abitava tra le montagne e le colline in cerca di qualcuno o di qualcosa che le desse felicità.

La donna, nonostante fosse bellissima, non aveva mai provato cosa significasse amare qualcuno al di fuori di se stessa.

Questo sentimento con il tempo iniziò a trasformarsi in odio e rancore verso tutto ciò che la circondava.

Continuando la sua ricerca, non si rese conto di come il tempo passasse e con lui arrivasse anche il segno degli anni sul suo bel viso di porcellana.

La sua morte avvenne tra le foreste in cui era cresciuta e nella solitudine di cui si era nutrita ma, soprattutto, avvenne al tramonto dell’undicesimo giorno del nuovo anno.

E al suo posto nacque un fiore rigoglioso e dallo stelo fortissimo.

Con gli anni iniziò a girare la voce tra le città del mondo che il “fiore del tramonto” fosse un oggetto di inestimabile valore lasciato dalla donna, con poteri curativi e di ringiovanimento.

Daisuke, un ragazzo molto abile, viveva insieme al padre malato perché era stato avvelenato dalle frecce di alcuni banditi.

L’unico modo per salvare il padre era ottenere il “Fiore del tramonto” che cresceva in una foresta ed aveva poteri curativi.

Daisuke decise di partire in cerca del fiore magico con il suo fedele compagno “Sora” ovvero il suo cavallo bianco, andarono avanti galoppando e trovarono un villaggio con degli abitanti e un capo di nome “Ryuzo” che lo fermò appena lo vide e gli chiese dove stesse andando.

Daisuke gli rispose che doveva andare a prendere un fiore magico per salvare il padre e Ryuzo gli rispose lo avrebbe accompagnato, visto che andava nella stessa direzione e così i due eroi si misero in viaggio in cerca del fiore.

Arrivati a destinazione Daisuke vide in lontananza un fiore che veniva illuminato dal tramonto del sole ma, mentre stava per prenderlo, Ryuzo glielo sottrasse e scappò urlando che in tutto questo tempo lo aveva tradito.

Mentre Ryuzo scappava venne però colpito da un dardo avvelenato e Daisuke lo mise tra le sue braccia e si trovò tra una scelta mortale, doveva decidere se salvare il padre o il suo amico anche se lo aveva tradito

Daisuke, per non essere egoista, scelse di salvare l’amico e di curarlo, il fiore capì il gesto e decise di ricompensarlo facendo vivere anche il padre.

Daisuke e Ryuzo si misero di nuovo in viaggio per tornare a casa e vivere pacificamente e in armonia.

 

Federico 1Cs

venerdì 31 marzo 2023

Azzurra, una storia catanese

 


C’era una volta una bellissima fanciulla di nome Azzurra che amava molto il sole, la sabbia e il mare. Un giorno si sdraiò sulla sabbia per prendere un po' di sole e a un certo punto vide nel cielo uno striscione di colore lilla con una scritta: “la fanciulla che costruirà le più belle sirene di sabbia, verrà con me in un’isola sperduta e lontana”. Azzurra fu molto contenta e si mise subito all’opera, costruì due incantevoli sirene con lunghi capelli ondulati, un corpo elegante e slanciato, con code maestose e imponenti. Ahimè purtroppo la marea iniziò ad alzarsi, Azzurra fu travolta da un’onda gigantesca e intrappolata in una rete di pescatori. Si trovò in mezzo a pesci grossissimi ma, uscendo fuori dall’acqua, vide un bellissimo veliero che era di un marinaio di nome Turi “u piscaturi” che disse: “oh cappero! Che bedda sta carusa!”.

Azzurra era molto impaurita e non riusciva a parlare, così Turi le disse: “stai tranquilla prendi questo grande asciugamano e vai in una delle stanze sottostanti. Vide una stanza piena e addobbata di conchiglie, granchi, stelle marine e cozzole ‘da Playa. Sembrava proprio di stare in mezzo al mare! Nella testiera del letto c’erano dei delfini disegnati e ai piedi, dei polipi. Nei comodini c’erano delle strane lanterne, ne prese in mano una per accenderla ma la lanterna all’improvviso si mise a parlare: “sono Melo, il custode ‘da Trizza”. C’è un’isola di nome Trinacria dove tutto quello che tocchi può essere tuo, come ad esempio cannoli siciliani, arancini, fenicotteri, diamanti, gioielli e vestiti ma devi superare tre prove molto difficili. La prima è di raccogliere molte conchiglie e metterle in un vaso enorme, la seconda è di prendere le stelle marine e metterle in una gigantesca caraffa, la terza consiste nel tornare a riva, prendere tre granchi e portarli nell’isola Trinacria”. Azzurra accettò con gioia le sfide. La ragazza vide attraverso l’oblo della nave un delfino e gli disse: “mi puoi aiutare a raccogliere le conchiglie più belle e metterle nel vaso?” il delfino aiutò la fanciulla e fu molto generoso perché chiamò anche altri amici pesci per aiutarla. 

Il custode Melo fu sorpreso perché non si aspettava che Azzurra superasse tutte le prove. Si arrabbiò così tanto che la imprigionò con le stesse conchiglie che aveva raccolto Azzurra. Le fece un incantesimo che consisteva nel dover viaggiare in tutto il mondo senza poter uscire dalla gabbia di conchiglie. Turi aveva sentito tutto e si organizzò per chiamare al più presto i delfini, durante il tramonto progettarono di buttare in mare la lanterna magica e di portarla negli abissi più profondi, presero di soppiatto la lampada e la buttarono in mare. 

Così l’incantesimo svanì perché la lanterna non aveva più la luce e si era oscurata completamente. I delfini portarono sull’isola la bellissima Azzurra a Turi che si innamorò perdutamente di lei, circondati dai delfini e da altre creature marine vissero felici e contenti.

Vittoria 1Cs

Lo specchio magico

 

C’era una volta in una terra lontana, una principessa la cui bellezza straordinaria attirava tutti i giovanotti del paese. La principessa non era come tutte le altre ragazze, solari, cortesi e gentili, ma anzi dal suo sguardo trapelava falsità e cattiveria.

Fin da quando era piccola mai nessuno osava controbattere quello che diceva, chissà? Forse per i suoi parenti? Difatti girava voce che essi erano la famiglia reale più importante del mondo e non potevano permettersi di fare passi falsi, pur avendo tutti i modi per mascherare i loro sbagli.

Proprio venendo da una famiglia privilegiata, la principessa era molto viziata e ogni qual volta che scendeva in paese con la sua carrozza, accompagnata dal cocchiere, anziché aiutare i bisognosi, vantava i propri averi prendendo in giro chi non poteva permettersi certe agiatezze. La sua cattiveria era sostenuta soprattutto da sua nonna che, per il palazzo reale, era considerata una donna dall’infinita saggezza. Ma tutti, comprese le statue all’ingresso dell’edificio, sapevano che la malvagità della ragazza era un’eredità della nonna.

Alcuni raccontavano che all’età di quattro anni, la piccola per divertirsi, andò in giardino a raccogliere dei fiori ma la sua attenzione venne attirata da un topolino non troppo lontano da lei. Iniziò a camminare con passo felpato fino alla coda del topo che subito prese e, facendo finta che fosse una fune, inizio a ruotarla come facevano i cowboy, posò poi il topo quasi morto su una pietra e con un’altra diede il colpo finale.

Una sera, la ragazza si trovava nella sua camera a ricamare in assoluto silenzio, l’unico suono che si poteva udire era quello dell’acqua che scorreva dalle antiche grondaie, ma ad un tratto sentì un rumore provenire dallo specchio vicino al suo guardaroba. Preoccupata, lasciò il gomitolo di cotone sul tavolo da lavoro e si avvicinò allo specchio, vide sulla superfice, su cui prima si era specchiata, delle spaccature, ma quello che vide subito dopo la confuse. Alla base delle crepe comparve una figura sfocata che, solo dopo pochi secondi, capì che si trattava di un cavallo alato. Osservò con attenzione lo specchio avvicinando il più possibile il viso alla lastra. Improvvisamente lo zoccolo del cavallo uscì dallo specchio, cinse la vita della ragazza e la spinse all’interno di esso. D’istinto la principessa chiuse gli occhi e poco dopo cadde su qualcosa che al tatto sembrava spugnoso, capì dopo aver aperto gli occhi che si trattava di un prato pieno di fiori, di un verde talmente acceso da sembrare finto.

Quando la principessa si alzo da terra, vide il cavallo che la osservava senza dire nulla. Rimasero per un po’ in silenzio fin quando la ragazza chiese in che posto fosse finita. L’animale non diede alcuna risposta, continuava ad osservarla riducendo in due fessure gli occhi.

Allora la principessa chiese come fosse stato possibile oltrepassare lo specchio, ma nuovamente il cavallo non accennò nessuna risposta.

La principessa presa dalla rabbia per non aver ottenuto nessuna risposta, iniziò ad urlare con voce stridula, dicendo che lei era la futura regina e tutti, compreso il cavallo, dovevano portarle rispetto. Egli si avvicinò e poggiò il suo corno sul capo della ragazza, quando all’improvviso comparve un alone luminoso attorno alle due figure che svanì non appena il cavallo si allontanò.

La ragazza cominciò a diventare sempre più piccola finché non si ritrovò di fronte allo specchio della sua stanza. Ma non vi era più traccia del cavallo alato, nè di prati verdi e tantomeno di fiori, quel che era rimasto era solo il suo riflesso che non mostrava più la bella ragazza che era bensì un’anziana dalle profonde rughe. Quando capì che il riflesso era lei stessa, iniziò a piangere dalla vergogna, sapendo che più nessuno avrebbe voluto stare al suo fianco.

La persona di cui aveva più timore era la nonna, perché era vittima del suo giudizio. La nonna non avrebbe mai accettato una nipote con le sembianze di una vecchia.

Come volevasi dimostrare, quando la vecchia nonna  scese nella sala centrale, dove era solita riposare, la principessa cercò di spigare cosa fosse successo, ma ovviamente l’anziana non potè credere alle sciocchezze che lei diceva. La nonna prese subito dei provvedimenti chiamando le guardie reali e sbattendo fuori la povera ragazza che disperata piangeva per non essere stata riconosciuta.

Si ritrovò quindi in mezzo alla strada senza più un tetto dove ripararsi, iniziò a percorrere il lungo viale alberato che costeggiava il castello e portava al paese, fin quando quasi arrivata al centro trovò il primo negozio d’antiquariato, si soffermò ad osservare il suo riflesso in lacrime rendendosi conto del mostro che era diventata, solo che la sua vista offuscata venne attirata da uno specchio all’interno della bottega che per qualche strana coincidenza era uguale a quello della sua camera, presa dalla curiosità entrò di corsa e si avvio spedita verso lo specchio, senza neanche salutare il proprietario che la fisso scioccato dal modo in cui entrò. Quel che voleva fare la ragazza era distruggere quello specchio che le avevo rovinato la vita, e così fece, butto a terra lo specchio riducendo il vetro in tanti cocci taglienti che osservò, vide però nuovamente quel cavallo in uno dei tanti cocci per terra.

Il cavallo sussurrò delle parole che la ragazza non capì fin che non prese in mano il coccio e sentì ‘’ sii gentile e verrai ripagata’’, allora la ragazza capi quel che doveva fare. Guardò nel profondo il suo cuore e vide che non era di ghiaccio e che anche lei era capace di fare del bene, se il problema non fosse che non le era mai stato insegnato. Quel che sentiva era un scatto di positività, anche se non sapeva come fare, poteva provarci imparando ad  affrontare man mano le varie sfide.

Corse dal proprietario che ancora la guardava confuso  e gli chiese qualcosa per raccogliere i cocci di vetro e ripulire il disastro che aveva fatto. Dopo essersi scusata uscì e vide dei bambini giocare, quando uno di loro però cadde la principessa corse da lui per chiedere come stesse e lui sorrise dicendo di stare bene.

La ‘’vecchia’’ ragazza capì che in fin dei conti non era così male aiutare la gente che ne aveva bisogno e continuò a fare degli atti di benevolenza nei giorni successivi. Per fortuna era riuscita ad entrare di nascosto nella sua camera del palazzo, attraverso la finestra che lasciava sempre aperta per sentire di prima mattina il cinguettio degli uccellini che era l’unico suono che riuscisse a calmarla dai suoi scatti di cattiveria. Ogni sera si avvicinava allo specchio e si specchiava sperando in una possibile comparsa del cavallo alato che non tardo a venire.

Una sera era totalmente sicura di rimanere vecchia a vita e di non poter mai e poi mai avere un lieto fine, quindi si avvicino l’ultima volta allo specchio alzando la mano raggrinzita verso il vetro. Non appena la poggiò venne spinta dentro ritrovandosi di nuovo sul prato verde, si girò su sé stessa e comparve il cavallo alato davanti a sé che la osservava con una luce di orgoglio negli occhi. Quel che era successo alla ragazza non era altro che opera del cavallo, per farle capire che non conta essere belli per sentirsi fieri di sè, ma anzi la bellezza si trova nei gesti che per quando piccoli possono essere calorosi per molti.

Dopo tanti anni la ragazza ormai ridiventata giovane dimostrò alla nonna che la cattiveria non porta a nulla di buono ma solo a rimanere da soli. La principessa continuò a scendere in paese ad aiutare chi ne aveva bisogno e questa volta non più da sola ma con il suo principe affianco sperando in futuro di poter insegnare solo del bene

 

Chiara 1Cs

venerdì 17 marzo 2023

La farfalla magica

 

C'era una volta un ragazzino di nome Franco.

Franco viveva in una bellissima casa che si trovava in un bosco. 

Un giorno i genitori uscirono di casa lasciando Franco da solo, i genitori raccomandarono a Franco di    non entrare nel bosco. 

Dopo un po' di tempo Franco andò fuori casa a prendere un po' d'aria ma, in quel momento, vide una farfalla molto bella e colorata e così decise di inseguirla fin dentro il bosco, fin quando si accorse di essersi perso e quindi, preso dalla disperazione, iniziò a correre per trovare la via di casa, ma non trovò la sua abitazione. 

Arrivò invece davanti a una casa piccola e molto carina, fatta di pietre e rami di castagno, Franco bussò alla porta e gli aprì un piccolo uomo alto più o meno come lui, che lo fece entrare. 

Colui che aprì la porta a Franco era il famigerato “STREGONE SDENTATO” chiamato così per la mancanza dei suoi denti, perché si diceva che da piccolo avesse mangiato troppe caramelle. 

Franco impaurito spiegò la situazione allo stregone ed egli gli disse che lo avrebbe potuto aiutare se fosse riuscito a superare tre sfide ma, se ne avesse sbagliata anche una sola, lo stregone lo avrebbe inghiottito in un solo boccone.

Franco, molto spaventato, accettò la sfida. 

La prima sfida consisteva nell'uccidere un orco, Franco era disperato ma all'improvviso la farfalla di prima gli lanciò dal cielo l'ascia di argento che con un solo colpo uccideva chiunque. In quell'istante si sentì un urlo strano e molto forte, senza timore Franco afferrò l'ascia e uccise l'orco. 

Nella seconda sfida Franco doveva dividere a metà la pietra leggendaria, chiamata così per la sua resistenza e durezza e anche in questa sfida Franco si trovò avvantaggiato sempre con la sua ascia di argento, così l'afferrò e spaccò la pietra creando un ondata di luce.

Infine l'ultima prova prevedeva una sfida tra Franco e lo stregone. Franco conosceva già i suoi poteri e sapeva di essere superiore a lui, ma questo era l'unico modo per tornare a casa. 

Iniziò la sfida e Franco cominciò a dare il primo colpo di ascia allo stregone ma quest’ultimo creò uno scudo e l'ascia non lo colpì. Franco iniziò a tremare e lo stregone stava per lanciare la palla infuocata che lo avrebbe ucciso, in meno di un secondo, proprio in quell'istante si vide in cielo la farfalla che Franco voleva prendere e, all'improvviso, la farfalla scoppiò. 

Piano  piano lo stregone e il bosco in cui era Franco iniziarono a scomparire e il ragazzo svenne, dopo un bel po' di tempo si ritrovò nel suo letto con attorno i suoi familiari. Non si ricordò più niente di quello che era accaduto, ma i genitori gli raccontarono che lo avevano trovato addormentato davanti casa. 

Da lì Franco ricordò tutto, soprattutto della farfalla che gli salvò la vita. Da quel momento Franco capì che non doveva mai più uscire da solo.