martedì 21 gennaio 2025

Il ragazzo dalla mano maledetta


C'era una volta, in un villaggio, una ragazzo di nome Evan; aveva una mano, considerata da tutti e anche da lui, maledetta, nera come la notte e con artigli lunghi e affilati come pugnali. Tutti la temevano e la chiamavano il "Male in persona", perché si diceva che la sua mano portasse sventura a chiunque la toccasse.

Evan viveva in solitudine, lontano dai suoi coetanei, e trascorreva il suo tempo a leggere antichi libri e pergamene che parlavano di magie e di leggende dimenticate. Un giorno, mentre esplorava la vecchia biblioteca del villaggio, trovò il racconto di un artefatto leggendario nascosto fra un mucchi di libri accatastati e dimenticati e riguardava di una spada forgiata nelle fiamme dell'inferno, in grado di spezzare qualsiasi maledizione.

Deciso di liberarsi, finalmente, dalla maledizione, Evan intraprese una lunga ricerca per trovarla.

Dopo giorni di viaggio, attraverso boschi magici e mostri orribili, Evan giunse in un'antica rovina.

Vide la spada, inserita dentro una roccia ma anche incatenata. Prima ancora di provarla a prenderla, fu fermato  da un uomo che mai avrebbe immaginato di incontrare : il celebre eroe, ammirato da tutti e celebrato come il salvatore del regno, con la sua armatura splendente, sembrava essere l'incarnazione del bene.

"Perché una ragazzo come te cerca un artefatto così pericoloso?" gli chiese, osservando la sua mano nera con disprezzo.

"Voglio trovare la spada per liberarmi dalla maledizione che mi condanna a vivere nell'ombra," rispose Evan con voce ferma. "E tu, perché sei qui?"

L’ eroe, sorpreso dalla sua audacia, rispose con un sorriso beffardo. "Perché chi come me combatte per il bene, deve continuare a diventare forte per proteggervi”.

Capì subito che c’era qualcosa che non andava . La sua luce era solo una facciata per nascondere il suo vero volto: un uomo che aveva usato la sua fama per i propri scopi egoistici, un uomo che, dietro la sua maschera di bontà, aveva causato sofferenza e dolore a chiunque si fosse opposto a lui.

Con un colpo deciso, Evan estrasse la sua mano nera e, con gli artigli, scoprì il vero volto dell’ eroe: era un mostro, distruggeva innocenti e mentiva su ogni sua vittoria. Evan tentò di combatterlo e con fatica riuscì ad avvicinarsi alla spada incatenata,ma si ricordo di non avere la chiave. Tutto d’un tratto la sua mano brillò e pure la spada, quando smise era libera e con soltanto la sua forza riuscì a liberarla dall’ultimo ostacolo ,la pietra, con sua sorpresa, guidata dalla sua determinazione, colpì l’eroe con una forza che nessuno si sarebbe mai aspettato.

Quando la battaglia finì, l’eroe giaceva a terra sconfitto, e Evan, invece di ucciderlo, lo esiliò, costringendolo a vivere con il peso delle sue azioni, il ragazzo dalla mano nera, che tutti fino a quel momento avevano temuto per la “maledizione” fu accolto al suo ritorno dal villaggio, la gente, che l'aveva sempre giudicato con paura, lo guardò con occhi diversi; non solo aveva trovato la spada che cercava, non solo aveva anche liberato il mondo dalla menzogna e dalla corruzione di un eroe falso, ma imparò anche ad accettarsi e fidarsi di se stesso.

 classe 1Cs alunna B.A.

martedì 14 gennaio 2025

LEANDRO ED ELISA: LA LEGGENDA DELLA MONTAGNA NERA

 


C’era una volta, in piccolo villaggio nascosto tra verdi colline e fiumi scintillanti, un giovane di nome Leandro. Era un ragazzo forte e valoroso che tutti ammiravano per il suo coraggio e il suo cuore gentile. La sua

promessa sposa, Elisa, era una fanciulla dolce e intelligente che tutti nel villaggio adoravano.

Leandro ed Elisa formavano una coppia inseparabile e il loro amore

sembrava destinato a durare per sempre. Un giorno, una notizia misteriosa arrivò al villaggio: sulla vetta della gigantesca montagna era stato trovato un antico tesoro che avrebbe reso invincibile chiunque lo avesse posseduto ma la strada che portava al tesoro era molto pericolosa, piena di mostri e insidie varie e nessuno si sarebbe mai avventurato in quei luoghi sconosciuti.

Tuttavia, Leandro decise di compiere questa impresa e di partire. Elisa, anche se era spaventata per la sua sicurezza, decise di supportare la sua

scelta promettendo di aspettarlo. Leandro partì pieno di speranze, ma non sapeva che il suo viaggio sarebbe stato un inganno infatti, mentre

attraversava una foresta oscura, incontrò un vecchio che gli offrì un posto dove dormire, ma poi scoprì che in realtà il vecchio era uno stregone al servizio di un potente signore di nome Zorath che abitava in un castello vicino. Quando Leandro si addormentò, il vecchio lo legò con delle corde magiche e lo portò al castello di Zorath.

Quest’ultimo da tempo aveva messo gli occhi su Elisa e, quando venne a sapere della partenza di Leandro, progettò un piano per eliminarlo.

Una volta al castello Leandro venne imprigionato in una torre e Zorath mandò un messaggio ad Elisa e le disse: “se il tuo amore vuoi rivedere, dovrai sposarmi”.

Elisa, appena scoprì della scomparsa di Leandro, non si perse d’animo e in segreto si recò da Marta, un'anziana guaritrice che conosceva le arti magiche. Marta diede ad Elisa un amuleto e le propose un piano: avrebbe dovuto fingere di accettare la proposta di Zorath per prendere tempo.

Elisa accettò e mascherando il suo dolore si recò al castello apparentemente pronta a sposare Zorath. Quella sera, quando Zorath stava festeggiando la vittoria, Elisa ne approfittò per usare l’amuleto per andare a liberare Leandro ma quando Zorath si accorse del piano di Elisa cercò di fermarli a tutti i costi. Leandro ed Elisa, però, cercarono di fuggire attraverso un passaggio segreto che gli era stato indicato da Marta ma vi trovarono Zorath con il suo esercito pronti ad assicurarsi che non riuscissero a scappare, quando a un certo punto il cielo si aprì e si illuminò di una luce dorata, si trattava di una magia lanciata da Marta per aiutarli, che indebolì Zorath e il suo esercito e così riuscirono a fuggire e a tornare a casa. Una volta tornati al villaggio Leandro si rese conto che Elisa non solo era una ragazza dolce ma anche molto astuta e coraggiosa.

Decisero allora di sposarsi e la loro unione divenne leggenda, da quel momento Leandro ed Elisa vissero più uniti che mai, mostrando che L’AMORE VERO è il tesoro più grande di tutti.

classe 1Cs alunno S.M.

Il segreto dell'universo


 C’era un volta in un regno lontano un giovane eroe silenzioso di nome Zimo che possedeva uno straordinario potere, cioè la capacità di parlare con le stelle e quindi conosceva tutti i segreti dell’universo, però lo doveva tenere nascosto dato che molti potevano sfruttarlo per scopi oscuri.

Un giorno, però, un potente stregone di nome Allan scoprì l’esistenza di Zimo e quindi decise di intraprendere una lunga strada alla ricerca di questo ragazzo dato che da anni cercava di impadronirsi dei segreti dell’universo.

Allan lo cercò per mesi e mesi, ma non riusciva a trovarlo sembrava si fosse vaporizzato ma dopo altre mille ricerche più profonde riuscì a scoprire che Zimo si era nascosto nella Valle del Silenzio, una valle nascosta e protetta dal potere delle stelle, proprio per non farsi trovare dallo stregone, dato che aveva sentito parlare di quanto fosse malvagio e che scopo avesse.

Allan, determinato ad avere i segreti dell’universo, affronta il pericoloso viaggio verso la Valle del Silenzio in cui troverà ogni genere di ostacolo provocato dalle stelle da affrontare.

Lo stregone, però, comunque riuscì ad arrivare nella valle e trovò il giovane seduto sotto a un grande albero con la testa rivolta verso il cielo e con gli occhi chiusi, come se stesse meditando.

Allan si avvicinò a lui e gli disse con un tono di superiorità: “Salve giovane Zimo, so che hai un potere incredibile e sappi che non ti puoi nascondere da me perché io riesco sempre ad arrivare a quello che voglio e quindi dimmi come posso avere il potere di parlare con le stelle o se no la tua vita sarà la posta in gioco”.

Zimo però non si lasciò intimidire, aprì gli occhi e si alzò mettendosi di fronte ad Allan rispondendo con calma: “Salve stregone Allan, cerca pure ma ricorda che ogni segreto ha un prezzo e ogni domanda deve essere pagata con una prova”. Allan desideroso di avere il potere, accetta subito la sfida convinto di poter ormai superare qualsiasi ostacolo. Zimo sorrise e alzò la mano verso il cielo e le stelle cominciarono a brillare più intensamente superando anche la luce della luna e ad un tratto una voce misteriosa risuonò nell’aria: “Solo colui che dimostrerà il coraggio di affrontare l’ignoto potrà conoscere il segreto dell’universo”.

Dopo di ciò Zimo disse ad Allan, sempre con tranquillità: “Ora affronta la prova del coraggio, cammina lungo il Sentiero delle Ombre, dove il buio è il tuo unico compagno”. Ormai accecato dal desiderio del potere, lo stregone accettò la prova senza pensarci una seconda volta e quindi entrò subito nel sentiero ma presto si rese conto che le ombre non erano semplici illusioni come pensava, ma prendevano vita cercando di abbatterlo, di spingerlo vero la paura. Allan iniziò a tremare ma invece di fermarsi continuò a camminare cercando di non farsi sopraffare. Tuttavia, però l’oscurità lo inghiottì e la mente fu completamente sopraffatta dalla paura.

Nel frattempo Zimo lo osservava in silenzio e le stelle gli sussurrarono, anche se lui me era già consapevole, che Allan non sarebbe mai riuscito a superare la prova.

Alla fine fu proprio così, Allan uscì dal sentiero non più come potente stregone, infatti il viso era segnato dalla paura e la sua mente era distrutta.

Zimo si avvicinò a lui e gli disse con voce tranquilla: “La vera forza non è nel riuscire a controllare gli altri ma nell’affrontare e superare la propria paura, tu vuoi il potere, ma il potere non è accessibile a chi non sa guardare dentro di sé”.

Allan cadde a terra sconfitto proprio dal suo desiderio di potere e con un ultimo gesto, Zimo sollevò di nuovo la mano e le stelle cominciarono a brillare più che mai, Allan, punito dalla sua stessa avidità venne trasformato in una statua di pietra destinata a restare per sempre a guardare le stelle e incapace di ottenere il potere che tanto voleva.

E così Zimo mantenne il suo segreto e il regno continuò a prosperare sotto la sua protezione silenziosa.

classe 1Cs alunna W.S.

lunedì 28 ottobre 2024


 C'era una volta... no, c'è adesso un nuovo gruppo di studenti che iniza il suo percorso al nostro Liceo Artistico.

La docente non è cambiata e neanche la proposta didattica, quindi aspettatevi a breve nuove storie e nuove immagini.

giovedì 26 ottobre 2023

Anno nuovo classe nuova? CLASSI NUOVE!!!!!!!!!!!


Vediamo che i nostri amici della 1As hanno cominciato a introdurre la loro presenza... ma, amici cari, non dimenticate che non siete soli, siete in compagnia di una nuova classe stupenda: la 1Cs!

Inizia così una bella sfida tra le vostre e le nostre fiabe. Quanto prima inizieremo a pubblicarle, per adesso state in campana pure voi.

Anno nuovo classe nuova


Le pagine web possono avere ragnatele? In teoria no... a meno che non ci trovassimo vicini ad Halloween.

Oppure se lasciassimo passare troppo tempo tra un post e l'altro. 

Anno nuovo e classe nuova, stesso Liceo, stessa docente ma volti nuovi, occhi curiosi, lingue a volte troppo sciolte ma simpatia a palate.

Arriveranno presto i nostri scritti, dunque per adesso state in campana, la 1As sta arrivando !


martedì 9 maggio 2023

A bordo c'è posto


Diamo il benvenuto ad un nuovo gruppo classe, migliore ? peggiore? ai lettori la sentenza.... da parte mia posso solo dire che sono i benvenuti!

Metteremo presto le loro opere.

venerdì 5 maggio 2023

Schiavo dei polpastrelli


Sono un panetto d'argilla nel laboratorio di discipline plastiche del Liceo Artistico e la mia vita non è per niente facile.
I ragazzi sono sempre entusiasti di stare in mia compagnia ma io non sono altrettanto felice di vedere loro.
Perchè? beh, perchè potrebbe sembrare tutta bella l'arte ma non dal mio punto di vista...
All'inizio andava tutto per il meglio ma poi la situazione è pian piano degenerata, hanno iniziato a picchiarmi, sbattermi con forza sul tavolo, strappare pezzi di me, tagliarmi, scavarmi e darmi ridicole forme cartoonesche!
Mi sfrattano con lerci panni  bagnati e mi separano dai miei familiari con un crudele filo di nylon, alcuni miei parenti sono caduti a terra e non potete sapere che fine hanno fatto... gettati via in un bidone puzzolente!
Persino gli insegnanti ci trattano così, se non peggio, sono proprio loro a dare inizio a questa tortura.
Pensavo che almeno loro fossero più sensibili, invece sono come tutti gli altri.
E' una cosa tanto crudele e, infine, quando pensiamo di poter stare in pace, ci mettono in un forno a temperature da fiamme dell'inferno, non potete immaginare che caldo che fa!
Pensano che noi panetti di argilla non abbiamo sentimenti ma loro non potranno mai capire quel che proviamo. Ironia della sorte, adesso degli studentelli stanno scrivendo la mia storia facendo finta di immedesimarsi, che ipocriti!

Eppure mi dicono che a volte qualcosa di meraviglioso esce dai polpastrelli di qualcuno, una vera opera d'arte ma sarà vero o è solo un mito?

1Cs (Ashley, Noah, Chiara e Sofia)

Tante pagine e un solo corpo

 


Dopo una lunghissima nottata  (o magari sono passati tanti giorni) sopra uno scaffale polveroso di una libreria, finalmente vengo preso messo in uno zaino con altri miei simili. Scaraventato sul sedile posteriore  di un autobus pieno di studenti schiamazzanti sotto il sole pungente delle 7.30.

Ad un tratto il chiasso finisce e sono su un banco, tutti tacciono perchè la prof. richiama la attenzione degli studenti ancora assonnati...

Il mio padrone mi apre, mi sfoglia, cerca la pagina giusta e ripassa la lezione o forse la sta studiando proprio adesso.

La voce della prof. lo chiama in cattedra ed io, aihmè, vengo chiuso e rimesso nello zaino buio, tornerò alla luce del sole? Le mie pagine saranno lette e comprese? devo sperare che chi mi ha comprato sia desideroso di apprendere, se no sto fritto!

1Cs (Vittoria, Chiara e Francesca)

A day in the life of a pen

 Salve a tutti! sono una penna dal corpo di plastica e l'anima di inchiostro, anima nera o blu o rossa... alcune amiche addirittura verde o viola. Di me si fa commercio, perdo subito la mia libertà nelle cartolerie o in negozi vari ma, senza essere superba, sono sicuramente molto importante.

Mi ricordo che la mia vita vera è iniziata il 31 ottobre 2022, quando il riccioluto Matteo mi ha portato a casa sua e mi ha messo insieme ad altre compagne nel suo astuccio blu.

Stiamo molto strette tutte insieme ma, per fortuna, ogni mattina Matteo mi porta a scuola dove mi sbizzarrisco a scrivere e disegnare. Che bello essere liberi! Così passano i giorni... ma, quando il mio inchiostro sarà finito, cosa ne sarà di me?  Vi confesso che sono molto preoccupata, mi getterà via? 

Forse c'è una speranza, mi ha detto la penna nera che vive nel mio astuccio che Matteo non ci butta quando non possiamo più scrivere ma ci usa per tirare palline di carta ai compagni.

Certo è un gran malandrino ma almeno posso restare viva anch'io.

a cura degli studenti della 1Cs (Alessio, Mario, Federico e Nikita)