C’era una volta un avido ladro di cuori che costringeva le sue vittime a mostrare il sentimento a loro più caro di cui lui si nutriva, l’amore. Appena coglieva la giusta occasione, non esitava a divorare spietatamente il cuore della sua amata, e così fece con un centinaio, anzi no, con un migliaio di donne che speravano solo di aver trovato il vero amore. Un giorno era un simpatico affascinante cavaliere, il giorno dopo un agile combattente dal cuore d’oro e in meno di un batter d’occhio era un sensibile giovane contadino alla ricerca della sua principessa.
Un giorno il ladro di cuori si fece strada in una piccola e povera cittadina, nei panni di un giovane artista in cerca della sua musa e si imbatté in una bellissima fanciulla dal viso pallido, occhi azzurri come il mare è un sorriso così delicato e splendente che avrebbe fatto innamorare chiunque, tranne l’avido ladro di cuori. Il nome di questa bellissima fanciulla era Elizabeth e lavorava molto umilmente per poter mantenere la sua famiglia. Purtroppo anche lei cadde nelle grinfie del ladro di cuori, venendo divorata senza pietà. La notizia della scomparsa della giovane fanciulla si diffuse molto velocemente e in meno di due ore tutti sapevano della sua tragica morte, compresa Yeva, la sorella maggiore della povera ragazza, che appena venne a sapere di quella amara notizia cadde in un profondo pianto e dopo di esso in un profondo sonno, dove vide una tenera ragazzina molto simile ad Elizabeth che gli parlò con una voce calda e dolce, dicendole che per riempire quel grande buco che si era formato in lei doveva andare in una lontana cittadina e cercare la casa di Sebastian Duval. Al suo interno avrebbe trovato una bellissima donna che sarebbe stata la soluzione. Yeva si risvegliò dal sogno, non esitò a partire senza dire nulla a nessuno; uscì di casa, prese un bellissimo cavallo bianco e partì nel cuore della notte. Ci vollero diversi giorni per arrivare nella lontana cittadina.
Quando arrivò sapeva già dove andare e si diresse verso la casa che stava cercando. Era una semplice abitazione in legno e sembrava disabitata da molti anni; trovò la porta aperta ed entrò : all’interno non c’era nessuno, a parte la mobiliatura semplice e molto rovinata dal tempo. Yeva iniziò a girare per la casa cercando la bellissima donna di cui aveva parlato la ragazzina nel sogno; controllò la piccola dimora e non trovando ancora nessuno decise di cercare nell’ultimo posto della casa, cioè la cantina.
Scese le ripide scale e quando arrivò in fondo trovò la donna: era morta, ma ben tenuta; era pallida come la cera e coi capelli neri corti che le incorniciavano il viso, erano fermi e ordinati, come se qualcuno si fosse preso cura di lei, cosa che si poteva anche intuire dalle diverse ceste con spazzole e pettini. Yeva si avvicinò e si accorse che dentro il petto della donna c’era un piccolo cuore di cristallo, limpido e luminoso, di un color rosso sangue. Yeva stava per avvicinarsi e prendere il cuore, ma l’aria della cantina cambiò e si fece più densa e da un’ombra dietro di lei emerse il ladro di cuori. Il suo corpo era sottile e spezzato con una maschera di un limpido bianco. Il ladro di cuori avanzava strisciando e si mise davanti alla donna, dicendole che quel cuore non doveva essere toccato poiché era l’ultima cosa che gli restava. Yeva cercò di raggirarlo, ma il ladro di cuori le afferrò il braccio con uno dei suoi viscidi tentacoli, e da lì Yeva capì che la soluzione era quel piccolo cuore di cristallo: doveva distruggerlo. Il ladro di cuori la spinse violentemente e lei barcollò urtando le ceste ammucchiate contro il muro e cadde un pettine da una di esse. Yeva lo prese stringendolo.
Quando il ladro di cuori sì avvicinò lei lo colpì e il pettine si conficcò nella maschera con un suono secco facendone cadere un pezzo a terra. Lui rapidamente si coprì il volto, e Yeva ne approfittò per avvicinarsi alla donna e rompere il cuore di cristallo in mille pezzi. Il ladro di cuori rimase immobile per un istante; mentre cominciava a sgretolarsi si tolse le mani dal volto e lentamente si avvicinò alla donna abbassandosi come se non riuscisse più a reggersi in piedi e con quello che gli restava delle sue mani cercò di prendere la mano della donna per restarle accanto per l’ultima volta.
Quel cuore che aveva rotto raccontava una storia che sembrava d’amore, ma in verità era più simile a una tragedia. Tanto tempo fà c’era un uomo crudele, Sebastian, scaltro, avido che non aveva pietà di nessuno e non pensava altro che a se stesso, finchè un giorno incontrò lei, Mary, una dolcissima ragazza dal cuore d’oro, che anche nel marcio riusciva a vedere il buono, e per la prima volta il crudele Sebastian amò davvero. Ma quell’amore non durò molto perché la povera Mary si ammalò e purtroppo morì. Il dolore lo distrusse e Sebastian a sua volta si ammalò anche lui. Il dolore non lo uccise, ma lo trasformò in un orribile demone che per poter sopravvivere doveva nutrire di amore il suo piccolo cuore ormai rotto.
Da quel momento nessuno sentì più parlare di Sebastian ma solo dell’avido ladro di cuori. Yeva lasciò la piccola dimora ancora scossa per ciò che era successo. Tornò al suo villaggio senza farsi riconoscere, per non dare spiegazioni della sua assenza, non voleva parlare con nessuno. Lei aveva trovato pace sapendo di aver infondo riparato anche quel cuore rotto di quel avido uomo.
O.D. classe 1Cs

Nessun commento:
Posta un commento